C’è una buona notizia che vogliamo condividere con voi: il Bonus Tari diventa finalmente realtà. Si tratta di un’agevolazione che permetterà alle famiglie economicamente più in difficoltà di risparmiare sulla tassa dei rifiuti. Un sostegno che era stato pensato già nel lontano 2019, ma che era rimasto bloccato a causa della pandemia e dei ritardi burocratici. Ora, grazie alla pubblicazione del DPCM n. 24/2025 sulla Gazzetta Ufficiale, il bonus sarà effettivo a partire dal 28 marzo 2025.
A chi spetta il Bonus Tari
L’agevolazione è destinata ai nuclei familiari con un reddito basso, misurato tramite l’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente). In particolare, potranno richiedere lo sconto tutte le famiglie con un ISEE fino a 9.530 euro. Il limite viene esteso fino a 20.000 euro per quelle famiglie numerose che hanno almeno quattro figli a carico.
Il provvedimento ufficializza finalmente le regole operative e affida all’ARERA (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente) il compito di definire le modalità pratiche per ottenere il bonus. Si tratta, in pratica, dell’ultimo passaggio necessario per far sì che questo aiuto non resti solo sulla carta, ma possa arrivare concretamente nelle case di chi ne ha più bisogno.
Cos’è la Tari e perché la paghiamo
Approfittiamo di questa occasione per ricordarvi cosa sia la Tari. La Tari è la tassa che ogni cittadino è tenuto a versare per contribuire ai costi della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Non importa quanti rifiuti effettivamente si producano: la tassa è dovuta semplicemente perché si occupa un immobile, abitandolo o usandolo.
Anche se una casa o un locale resta vuoto, la Tari può comunque essere richiesta dal Comune al proprietario, perché ciò che viene tassato è la potenziale produzione di rifiuti, legata al possesso o all’utilizzo degli spazi.
Come si calcola l’importo
L’importo della Tari non è uguale per tutti: viene stabilito in base a due componenti principali:
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Una quota fissa, che dipende dalle caratteristiche dell’immobile (superficie, destinazione d’uso, ecc.).
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Una quota variabile, che tiene conto della composizione del nucleo familiare e, di conseguenza, della quantità potenziale di rifiuti prodotti.
Cosa succede adesso
Con l’entrata in vigore del decreto, i Comuni potranno finalmente applicare la riduzione prevista per le famiglie con i requisiti indicati.
Assoconfam APS seguirà per voi ogni passaggio operativo e vi informerà appena saranno pubblicate le modalità per fare richiesta.
Un piccolo passo che, per molte famiglie, potrà significare un sollievo concreto nel bilancio domestico.
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