Oggi più che mai, le persone sentono il bisogno di ritrovare un contatto diretto con ciò che mettono nel piatto. In un’epoca in cui le etichette sembrano codici cifrati e le provenienze sono nebulose, la filiera corta si presenta come una boccata d’aria pulita: trasparente, diretta, concreta.
Acquistare direttamente dal produttore sembra un gesto semplice. In realtà è una piccola rivoluzione. Significa accorciare la distanza tra chi produce e chi consuma, ridurre l’inquinamento, dare valore alle relazioni umane ed economiche.
Eppure, secondo l’Osservatorio nazionale sullo spreco, la distanza media percorsa da un prodotto agroalimentare prima di arrivare sullo scaffale è di oltre 1.800 km. Non è assurdo, in un paese che ha tutte le eccellenze a pochi passi?
L’Italia è un mosaico di micro-produzioni e saperi locali che rischiano di scomparire. La filiera corta è uno strumento potentissimo per proteggerli, per incentivare il lavoro agricolo dignitoso e per garantire qualità vera al consumatore.
La filiera corta significa meno passaggi, più fiducia. Prodotti più freschi, più sani, meno conservanti. Prezzi più equi per i produttori, e una maggiore consapevolezza per chi compra. È un sistema che rafforza le economie locali, protegge l’ambiente e dà un volto umano al cibo.
Partecipa ai mercati contadini, ai gruppi di acquisto solidale, informati su chi produce nel tuo territorio. La tua spesa può cambiare molto più di quello che immagini.
Scegliere la filiera corta è scegliere una nuova economia, più umana e più vicina. Dove ogni acquisto è un atto di fiducia e una dichiarazione di intenti.
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L.r. n.6/2016 – art. 7, co. 2 e 3. DGR n 966 del 22/11/2024 “Adozione Piano provvisorio di attività annuale per la tutela dei consumatori e degli utenti – annualità 2024”